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Caos di forme belle. L'amore, probabilmente.
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caos di forme belle
Lorenzo ha detto: SPERANZA, GIOIA, AMORE, FELICITà. Aspetto con FIDUCIA il momento in cui inizierò a crederci. Perché mi fido di te, più di chiunque altro.
martedì, dicembre 14, 2004
posted by Leilhani alle
15:27
commenti (5)
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----------sE è VeRo O nO------
(diario delle vacanze di preghiera e spiritualità di Leilhani)
Risveglio stranamente presto. Sarà perché Lorenzo si alza sempre prima di me che mi viene il nervoso, non sopporto che si alzino prima di me. è a causa del mio stupido infantile agonismo che ho due occhiaie a panda! un tour de force di risvegli mattutini da capo giro e neanche la siesta dopo pranzo, ma Lorenzo resiste e devo resistere anch'io. Mica sono da meno ai maschi, io. E poi siamo al mare e mica ci siamo venuti per riposare. Comunque colazione presto, con Lorenzo e il caffé. Mentre fuori pregano in cerchio a bassa voce. Pregano sempre di mattina, anzi si può dire che pregano tutto il giorno, ma noi, a causa del mio ateismo, di cui i due polli (Gianluca e Lorenzo) devono ringraziare abbondantemente; siamo stati graziati. (e poi noi non facciamo parte del gruppo. mia madre è in un gruppo di movimento cattolico, che mi ha provocato già abbastanza incubi, grazie a quello che andrò a dire.) Insomma, stavano pregando e a un tratto uno di loro, facciamo pure nomi, Severo, comincia a dare in escandescenze ed urla qualcosa in una lingua arcaica. Io e Lory ci affacciamo alla finestra e ci tranquillizziamo relativamente, perché il tipo è seduto, con gli altri attorno e agita solo un po' le braccia, ma urla più forte. A quel punto ho l'ovvia e malvagia idea di spaventare Gianluca. Salgo in camera sua gridando: "aiuto, stanno facendo un esorcismo, ho paura!!!" e mi lancio ad abbracciarlo forte. Lui non dice niente ma si vede che è spaventato e ci godo. è ancora rannicchiato nel letto e mi chiede cosa stanno facendo cercando di non far tremare la voce. (rauca perché era appena sveglio, in sostanza è stato svegliato dalle urla indiavolate di sto' cretino e si è strizzato a morte, meditando sul morire da uomo, finche non mi ha vista.) Finalmente la crisi passa e scendendo di sotto posso vedere che Michele, (stava facendo i piatti) è sbiancato nel cucinino. SeVeRo, tornato in sé non ricorda nulla, ma noi si! e lo ricorderemo per lungo tempo, molto lungo....
abbiamo anche cambiato la canzone di Vasco SE è vero o no = Severo no (indica il nostro deciso rifiuto)
siamo traumatizzati. ieri ho sognato di essere indemoniata, speriamo in bene, a certe cose non vuoi crederci, anche se le vedi con i tuoi occhi.......allucinante!!!!
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Non ho scritto ultimamente perché ero in vacanza. Adesso sono in città.
Ci sono notti in cui non riesco a dormire. Mi ritrovo sul letto, il mio corpo nudo fra le lenzuola fresche, la radio accesa. Forse un gatto sornione che dorme su qualche sedia. Mi rigiro, ascolto la notte, la voce di Leone mi fa ridere e piangere. E mi sento patetica; una donna che ride e piange sul letto in una notte d’estate, una donna che non riesce a pensare. Una bambina di cui hanno sempre decantato le lodi e che adesso è stanca dell’ipocrisia nei falsi sorrisi della gente e dello stupore di chi vede per la prima volta un enfant pròdige. Non so che cosa mi abbia tenuta lontana dalla droga ed anche mia madre lo diceva, che sarei finita così. Invece non è successo e proprio perché volevo fare un dispetto a lei, forse. Cerco di srotolare le mie gambe aggrovigliate fra i lenzuoli, hai visto cosa sono diventata, mamma, hai visto? Niente. Alla faccia di tutte le vostre grandi aspettative riguardo al mio futuro brillante. Ci sono notti come questa che vorrei annientarmi nel silenzio e scomparire. Vorrei non essere mai esistita. Penso che tutti questi vorrei sono inadatti alla bocca di una persona che cerca per sé l’annichilimento, la derisione e la morte. Ma finche sono viva non posso smettere di desiderare. Non posso smettere di avere bisogno. Il sonno, la fame, la paura, l’AMORE. Quanto vale l’amore di una donna che si rotola sul letto in preda al panico? Ho paura persino di vivere, come potrei amare? Sono questi i pensieri che mi portano alla morte dell’anima. Mi alzo, afferro la vestaglia di seta, brancolo fino al bagno e vomito. Piegata sul pavimento del bagno comincio a sentire i brividi di freddo, mi infilo la vestaglia alla bell’e meglio e ingollo un po’ d’acqua dal lavandino. Vomito di nuovo e stavolta mi vengono le lacrime agli occhi perché io odio vomitare. E odio me stessa. Una fitta allo sterno mi stordisce e perdo l’equilibrio, mi manca il respiro, maledetta ansia. Mi ritrovo a guardare il pavimento che mi gira sotto, una forte nausea mi pervade tutta e penso solamente che non voglio svenire. Mi sdraio puntando i piedi nudi sul lavandino mentre il cuore mi batte nel petto con la forza di un treno impazzito e la nausea comincia a placarsi e il soffitto si ferma. Un’altra fitta al cuore, mi giro da un lato e vedo il gatto, bianco come il latte, viene a strofinarmisi addosso, a fare le fusa, a vedere come se la passa la sua padrona. Il suo naso umido sulla pelle mi riporta pian piano alla vita, cerco di alzare un braccio per accarezzarlo, sto sudando freddo. Respiro profondamente, mi stringo nella vestaglia, sento che la crisi sta passando. Mi sento sollevata e il sangue comincia a scaldarsi, mentre le lacrime mi si sono seccate sulla faccia. Resto sdraiata sul pavimento ancora per qualche minuto, mi alzo con calma. Torno nel letto, spengo la radio e dormo.
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dimmi che tu ci sarai /quando la malinconia / vestirà i ricordi della vita mia......
mi piacciono queste parole. Tuttavia la mia vita è già vestita di malinconia. E avrei tanto bisogno di qualcuno vicino. Avrei, dovrei, vorrei...tutto fumo che si sparge nel vento. Le parole sono effimere, i fatti restano. Mi chiedevo, senza vergogna, senza dover trovare mille scuse e giustificazioni alle mie parole per renderle più accettabili, il significato di un'esistenza senza combattere.
Cosa siamo senza una rivoluzione sanguinosa? SEnza un'oppressore e una resistenza. Senza una grande motivazione in cui credere, per cui sacrificarsi e diventare dei grandi eroi, senza un grande capitano. SEnza tante canzoni. Il nostro nemico siamo noi stessi, che invece di collaborare ci sputiamo negli occhi. Che qui a Torino, le persone che si incrociano, piuttosto che fare un cenno di saluto abbassano la testa. Le tue scarpe saranno belle, ma io? Fratelli... tsk
e La pubblicità è il nostro nemico. Ormai facciamo tutto quello che ci viene detto, beviamo, ci vestiamo, ci divertiamo come vogliono loro e non sappiamo nemmeno a chi ribellarci. Anche se non posso dimenticare che avevo un sogno. Anche se non posso dimenticare che uno spietato sorriso progressista ha polverizzato il mio sogno.
E poi mi dicono che si vive meglio coi telefonini di una certa marca e che taluni biscotti mi faranno avere una famiglia felice in cambio a questa gabbia di matti.
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Lettera ad un'amica
Ti ricordi quello che mi hai detto prima di andare via, che le persone lontane si cercano per poco tempo e poi si perdono. Eri così seria che ti ho creduto, come sono stata stupida.
Ti ricordi i pomeriggi caldi e i giochi e le canzoni di sera e i colori, quando mi insegnasti a fare i braccialetti coi fili? L'ho dimenticato adesso, non sono più capace di fare il giocoliere, ma ogni volta che ne vedo uno mi ricorda te. Mi ricorda il tuo sorriso di denti bianchi ed i tuoi nei; mi ricorda tanto, perché tanto è quello che sei. Tu che in soli sei mesi hai conquistato tutto. Tu che hai stravolto la mia vita con la forza di un ciclone.
Vorrei non averti creduto, vorrei avere fatto di più. Per te avrei dovuto farlo, perché a questo mondo non esiste nessuno davvero che sia anche lontanamente eccezionale come te. Finora e sempre.
Con la speranza che l'ultima volta che sei sparita dalla mia vista fra le porte di un treno, non sarà l'ultima volta che ti avrò guardata.
Grazie per tutto quello che hai fatto per me. grazie per avermi parlato la prima volta ed avermi sorriso. Grazie per quando ti svegliavi la mattina e mi guardavi assonnata, grazie per esserti seduta su quel pavimento, grazie per il tuo accento buffo e la voglia di abbracciarti che mi veniva ogni volta che ti vedevo camminare. Grazie per esserti fermata e per avermi insegnato, grazie per l'incoraggiamento e per avermi ascoltata parlare. grazie perché ridevi, per le foto con cui tappezzasti la tua camera e per il pane tostato con la nutella. grazie per la tua voce bassa e roca e per le tue mani scure e piccole. Grazie per i tuoi occhi verdi che mi hai permesso di guardare e per il modo in cui avvicinavi la tua faccia alla mia. Grazie per le facce buffe. Grazie di tutto.
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Questo l'ho trovato mentre gironzolavo tra vecchi files.
L'ho scritto quando avevo 15 anni 0_o
Pensieri cupi mi attraversano la mente ed io rifletto, inesorabilmente.
Ciò che non si può conoscere è sempre un male. Tutto questo relativismo mi sta sciogliendo il cervello, come fino a pochi minuti fa l’immagine del sorriso di Gilberto mi scioglieva il corpo.
Voglio un po’ di sano fondamentalismo. Basta interpretare, giornate trascorse a pensare, senza mai poter una risposta trovare, ma mille. E nessuna. Non è l’amore ciò di cui andavo alla ricerca. Ed è di questo che mi preoccupo. Crucciarmi solo perché sono stata delusa da lui sarebbe anche troppo ipocrita. Ho trovato una risposta relativa, comune, una soluzione semplice per giustificare la mia tristezza e farmi compatire. Ma è così grande da risucchiarmi nel vortice oscuro. Così grande da non poter essere nominata senza tremare e mi vergogno di me stessa per provarla. E la voglia di distruggermi cresce, diventa più forte ogni minuto che passa e vorrei che mi lasciassero ad annegare nella mia tristezza. Ma cosa sto cercando? Qual è la flebile emozione che restituirà la vita al mio piagato cuore? O la pietra che mi abbatterà.
I corvi hanno mangiato anche la mia ultima briciola di pane, come farò a tornare indietro?
La mia anima piange, mentre denigro me stessa.
Mi piace il concetto di anima, ha un che di fantasy spirituale, combacia alla perfezione col mio universo nero e gli conferisce una punta di bianco, una luce di salvezza in mezzo alla desolazione perfetta. La mia personale città degli angeli, la mia sega mentale.
Non voglio vivere per diventare una persona giuridica. Trovo così triste la costituzione e tutti i suoi principi, di cui dovrei andare orgogliosa come italiana, mi fanno vomitare.
Preferisco vivere nella città degli angeli, finche una mano lucente non verrà a sollevarmi con la sua forza, voglio vivere in un sogno senza fine. Ma cosa sto cercando?
Basta vi prego!
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